Una panoramica sulla pittura e la scultura mostra come nel mondo greco-romano tali tecniche fossero in una situazione armonica. Tutti sanno che templi e statue erano colorate. Eppure, proprio nel momento della rievocazione rinascimentale di quel periodo, la visione di quell’eredità è stata sbiancata.
Quella scissione – che tende a separare le due discipline e a decolorare la scultura, perché più legata a una certa idea dell’Antico – si è perpetuata all’ombra di visioni estetiche diverse. Conferma bene l’andazzo la raccolta di gessi ospitata nei locali in cui si svolge questa nuova stagione di conferenze, ‘vispe’ e centrate su angolazioni originali.
Eppure proprio i gessi furono pane quotidiano per moltissimi pittori. Insieme alla grafica a stampa, costituirono i loro principali sussidi informativi. Se ne trovano in alcuni inventari di morte di tali artisti, e in quadri con autoritratti o in scene di studio. Un caso merita particolare attenzione: Michael Sweerts, brussellese vissuto in Italia attorno a metà Seicento, sembra aver avuto una vocazione all’insegnamento. La sua didattica fu incentrata su disegno e pitture, corroborata da una ricca strumentazione di gessi. Nelle sue opere vediamo dipinti calchi da sculture famose e, probabilmente, anche da cadaveri. I gessi diventavano così dei modelli umani economici e funzionali.
Stagione: Autunno 2023
Data: 7 dicembre 2023
Durata: 41 min
Lingua: italiano
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