Il paesaggio va di moda.
Se ne parla in tanti ambiti e settori: ne parlano gli architetti, i sociologi, i biologi, gli psicologi, i medici, i geografi.
La comunicazione del paesaggio coinvolge riviste, pubblicazioni scientifiche, televisione, radio, social media.
Viene spontaneo chiedersi: cos’è il paesaggio?
Pensiamo di saperlo, spesso ignorando la complessità che lo caratterizza. In effetti, il paesaggio è un sistema articolato che gli esseri umani da sempre costruiscono e trasformano in base ai loro obiettivi di sviluppo (economico, sociale, culturale, estetico) e caricano di sentimenti soggettivi che diventano i valori di ognuno e si esprimono attraverso sensazioni mutevoli che coinvolgono i nostri sensi.
Perché allora, nel senso comune, prevale un’idea di paesaggio immutabile, statico? Come un’idea di qualcosa che si ammira quando si è in movimento da un punto a un altro, attraversando i territori senza guardare, perché in definitiva sono i punti di partenza e di arrivo a essere importanti, e non cosa c’è in mezzo.
Parliamo quindi di un paesaggio di cui si sta perdendo progressivamente la capacità di comprensione, di un paesaggio nascosto, come nascosti sono i suoi valori. E sono nascosti perché soffriamo di analfabetismo paesaggistico, ovvero non abbiamo più gli strumenti per capirne il potenziale, né riusciamo più a comunicarne i valori e il concetto di paesaggio come importante strumento di cittadinanza, di relazione con gli altri, di lettura e scrittura sociale.
Stagione: Primavera 2024
Data: 14 marzo 2024
Durata: 51 min
Lingua: italiano
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