Michèle Spike
TRE DONNE PER FIRENZE

In Le Pietre di Firenze, Mary McCarthy scrive “Firenze è una città virile”. I suoi mecenati più famosi, Cosimo de’ Medici e il nipote Lorenzo il Magnifico, erano uomini, così come i grandi scultori, architetti e artisti che hanno lasciato un’impronta indelebile sulla città.
Ma la Firenze che conosciamo non esisterebbe senza i contributi fondamentali di tre donne.
Firenze fu liberata da una donna, Matilda di Canossa, che nel 1077 donò a Papa Gregorio VII le terre che suo padre aveva amministrato come Duca di Toscana. Nel 1078 Matilda fortificò le mura intorno a Firenze per proteggerla dall’esercito dell’imperatore tedesco e concesse ai fiorentini il diritto di amministrare la giustizia, riscuotere le tasse e formare una milizia. Sostenne i comuni italiani liberati incoraggiando i viaggi e il commercio e rilanciando lo studio del Codice di diritto civile di Giustiniano.
Nei secoli successivi, Firenze fu dedicata a Maria di Nazareth, la cui devozione diede origine a numerose confraternite destinate all’assistenza ai bisognosi, oltre a ispirare grandi opere d'arte e architettoniche che trasformarono la città in un monumento alla cultura e fecero di Firenze il lievito che trasformò l’Europa.
E fu una donna, Anna Maria Luisa, Elettrice Palatina e ultima dei Medici, a salvaguardare il ricchissimo patrimonio artistico e architettonico della famiglia stipulando il “Patto di Famiglia” con Francesco Stefano di Lorena. Anna Maria Luisa fece in modo che le opere d’arte ospitate nei palazzi medicei fossero preservate a beneficio dei fiorentini “per attirare la curiosità dei Forestieri”.
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