Nel linguaggio comune il termine “capolavoro” indica un’opera
eccezionale, straordinaria, riconosciuta come vertice assoluto della
creatività artistica. Noi tutti oggi saremmo in grado di stilare una
lista di almeno cinque grandi capolavori dell’arte, spaziando dalle
epoche più antiche fino all’età contemporanea; ma quali venivano
considerate tali dagli uomini del Rinascimento? La conferenza propone
una riflessione sul concetto di “capolavoro” mettendo a confronto
la sensibilità odierna con quella della società rinascimentale.
Attraverso testimonianze letterarie, cronache, guide di viaggio,
trattati e scritti d’artista, verranno indagati i manufatti che tra
Quattro e Cinquecento suscitavano più di tutti meraviglia,
ammirazione e stupore, così come quelli ritenuti modelli
insuperabili da studiare e imitare, imprescindibili nella formazione
degli artisti: antichità celebrate per la loro bellezza e per la
loro perfezione formale, immagini sacre oggetto di maggior
venerazione, fino alle creazioni più innovative del proprio tempo.
Da questa narrazione emergerà una geografia del gusto molto diversa
da quella che siamo oggi abituati a riconoscere, e che invita a
osservare l’arte del Rinascimento attraverso gli occhi di chi la
visse.
Stagione: Autunno 2026
Data: 12 novembre 2026