Negli
ultimi anni del Seicento, il collezionista di origini fiorentine
Leone Strozzi colloca al centro della sua Wunderkammer
romana
due volumi che custodiscono una straordinaria raccolta di
sottilissime lastre di marmi antichi romani e pietre dure fiorentine,
destinati a suscitare l’ammirazione di viaggiatori come Bernard de
Montfaucon, Montesquieu e il Président de Brosses: i celebri Album
Strozzi.
Sul frontespizio del secondo volume Strozzi fa trascrivere un verso
dell’Orlando
Furioso,
nel quale Ariosto si domanda quale eccellenza sia maggiore: quella
della natura o quella dell’artificio umano. È una tensione che
attraversa la cultura europea tra Sei e Settecento e che negli Album
Strozzi
trova
una delle sue espressioni più affascinanti. Attraverso la storia di
questi volumi, dalla loro ideazione alla loro scomparsa e, infine,
alla loro riscoperta secoli dopo, la lezione, tenuta a due voci,
accompagnerà il pubblico in un viaggio tra collezionismo, studi
geologici e cultura del Grand Tour, per interrogarsi su una domanda
ancora attuale: che cosa significava, per un grande collezionista
della fine del Seicento, creare un capolavoro? La risposta risiede in
un oggetto capace di incarnare, senza risolverla, la sfida tra ciò
che la natura offre e ciò che l’ingegno umano sa creare.
Stagione: Autunno 2026
Data: 26 novembre 2026